L’Istat fotografa un’economia italiana ferma nel terzo trimestre 2025, con PIL stabile a zero crescita rispetto al trimestre precedente, allineato alla Germania ma inferiore a Francia e Spagna. Produzione industriale rimbalza +2,8% mensile a settembre recuperando il -2,7% di agosto, ma sul trimestre resta negativo (-0,5%), mentre costruzioni calano -1,6% a agosto e vendite al dettaglio -0,5% sia in valore che volume a settembre. Contesto globale di rallentamento moderato penalizza domanda interna debole, con export che resiste (+1,2% estivo).
Occupati raggiungono 24,2 milioni a settembre, tasso occupazione sale al 62,7% mentre disoccupazione si attesta al 6,1%, sotto media eurozona (6,3%) ma con giovani oltre 20%. Inflazione IPCA ottobre +1,3% annuo contro 2,1% eurozona, ma prezzi alimentari +24,9% da 2021 continuano a pesare sul carrello famiglie, con rincari strutturali su pane, cereali, latte e ortofrutta tra 25-30% dal 2019. Sentiment economico migliora +1,4 punti a ottobre.
Esportazioni beni +2,6% gennaio-agosto trainate farmaceutici (+34,8%), alimentari e metalli (+4,8%), ma autoveicoli crollano -9,3%; import +4,1% con Cina a +24,5%. Fatturato servizi -0,8% agosto, commercio ingrosso debole mentre export volume tiene. Prezzi produzione industria interno +0,2% settembre. UE rivede crescita Italia al ribasso ma deficit in miglioramento.
Dinamiche settoriali contrastate
Industria mostra rimbalzo mensile ma debolezza trimestrale, con PMI manifatturiero a 50,6 novembre che segnala prima espansione in tre mesi grazie ordini interni ed esteri. Costruzioni rallentano nonostante crescita tendenziale, servizi con fatturato giù trainati ingrosso mentre alloggio e comunicazioni resistono.
Vendite dettaglio settembre confermano -0,5% volume, stabile valore sul trimestre ma segno di potere d’acquisto compresso su non alimentari. Famiglie ottimizzano acquisti essenziali, inflazione fondo stabile al 2% offre respiro ma cibo resta caro post-urto energia e fertilizzanti.
Mercato lavoro stabile con 24,2 milioni occupati (+0,3% tendenziale), ma fragilità giovanile emerge. Fiducia famiglie tiene nonostante pressioni spesa, export farmaceutico e metalli sostiene bilancia nonostante autoveicoli deboli.
Confronto europeo e globale
Italia allineata a Germania su PIL zero, ma Francia e Spagna accelerano; eurozona produzione industriale -1,2% settembre contro +2,8% italiano. IPCA 1,3% nazionale batte 2,1% area euro, disoccupazione 6,1% vs 6,3%. Economic Sentiment Indicator +1,4 Italia supera +1,2 eurozona.
Export resiste dazi e geopolitica, con Cina che pesa import ma farmaceutici brillano. Commercio mondiale condizionato incertezze, domanda interna italiana frena consumi nonostante occupazione record. Prezzi produzione interno +0,2% vs -0,1% eurozona segnala competitività.
Implicazioni per famiglie e imprese
Carrello spesa sotto pressione strutturale: cibo +24,9% da 2021 erode potere d’acquisto nonostante disinflazione generale. Famiglie priorizzano volumi essenziali, giovani disoccupati oltre 20% limitano consumi. PMI esportatrici (Veneto-Trentino) beneficiano ordini, manifatturiero espande.
Contesto macro supporta aste Tesoro dicembre (10-30), spread BTP-Bund 75 punti stabile. Bancario selettivo: Fitch upgrade Cassa Centrale BBB su asset quality, MPS debole inchiesta Mediobanca. M&A corporate 45 miliardi primi 10 mesi sostiene investimento.
UE capacità gas-dipendenti 6,5 miliardi, Altagamma lusso stabile 2025 con +5% 2026 su esperienziale. FiberCop 27 milioni km fibra accelera PMI digitali. Previsioni 2026: stagnazione prolunga ma PMI espansione e inflazione bassa aprono manovre espansive.
BCE Makhlouf richiede prove per tagli tassi, Fed 10 dicembre cut atteso. Piazza Affari FTSE MIB 43.268 (+1,45%) riflette resilienza domestici: Leonardo +4,65%, Hera +3,24%, bancari misti governance. Economia italiana naviga incertezza con export e lavoro come ancora.
