BCE blocca Italia su oro Banca d’Italia: governo Meloni invitato a riconsiderare emendamento

svendita o cessione dell’oro detenuto dalla Banca d’Italia, bloccando di fatto il piano da centinaia di milioni di euro per finanziare la manovra 2026. La posizione della Banca Centrale Europea, espressa il 7 dicembre 2025, ribadisce che le riserve auree (circa 2.452 tonnellate, valore oltre 150 miliardi euro) restano patrimonio indisponibile della Banca Centrale, non monetizzabile senza autorizzazione BCE e modifiche statuto Bankitalia.

Il governo italiano, tramite MEF, aveva inserito provvisorio nell’emendamento alla Legge di Bilancio 2026 che autorizzava Banca d’Italia a cedere oro per “finalità di interesse pubblico”, mirando a incassare 2-5 miliardi tramite aste o prestiti garantiti. BCE contesta violazione indipendenza statutaria e divieto monetizzazione passività statali, richiamando precedenti no-veto su utilizzi simili (es. 2019-2020). Ignazio Visco e board Bankitalia allineati a Francoforte.

Opposizione trasversale: opposizione PD-M5S denuncia “svendita patrimonio nazionale”, Confindustria e banchieri privati (Mediobanca, Intesa) criticano rischio instabilità finanziaria. Governo Meloni ridimensiona: “Ipotesi allo studio, non esecutiva”, ma urgenza bilancio spinge rivisitazione. Analisti Goldman Sachs: mossa disperata per deficit 4,5% PIL oltre Maastricht.

Antefatti e contesto normativo

Precedenti tentativi 2019 (Conte I) bocciati BCE per violazione art. 3 Statuto Bankitalia: riserve estere/oro indisponibili senza BCE. Emendamento 2025 nasconde dietro “interesse pubblico” cessione/prestito oro, ma Francoforte irremovibile: “Patrimonio tecnico contabile, non collaterale debito sovrano”.

Valore oro Bankitalia: 2.452 tonnellate (2° riserva mondiale post-Germania), 120 grammi pro-capite italiani. Prezzo oro attuale 4.243$/oncia spinge tentazione, ma svendita deprezzerebbe euro riserve. Spread BTP-Bund stabile 75 punti segnala mercati cauti.

Governo alternativa: aste Tesoro dicembre (Bot 10/29, BTP 11/30), rinegoziazione mutui CDP enti locali. Deficit 2026 stimato 4,4%, UE procedura infrazione possibile se >3%.

Posizioni stakeholder

BCE (Christine Lagarde): “Indipendenza Bankitalia intangibile, oro non finanzia deficit”. Richiamo procedura Excess Deficit UE, vigilanza SSM su systemic risk.

Governo Meloni (Giancarlo Giorgetti MEF): “Strumento per investimenti produttivi, non svendita. Ricontrolliamo compatibilità statuto”. Pressioni interne Lega/Fratelli d’Italia pro-famiglia contro patrimoniale oro.

Banca d’Italia (Panetta): Conferma vincolo statutario, no commento politico. Board ignora governo per mandato BCE.

Opposizione/Mercati: PD “Patrimonio generazioni”, banchieri privati temono precedente per altre BC. Rating Fitch monitora, outlook stabile BBB Italia.

Impatti macro e finanziari

Piano fallito toglie 2-5 miliardi da bilancio 2026, spingendo tagli spesa o aumento entrate (IRPEF, IRES?). Spread 75 punti regge, aste Tesoro test domanda pre-natale. FTSE MIB 43.268 (+1,45%) ignora news, focus Fed 10 dicembre cut 25pb.

Contesto Istat stagnazione PIL Q3 zero, inflazione 1,3%, deficit UE critico. Oro rifugio globale (4.243$/oncia) premia BCE cautela. Governo ruota su privatizzazioni (poste, Eni quote?), M&A corporate 45 miliardi alternativi.

Banche resilienti: Fitch upgrade Cassa Centrale BBB, merger Finint private bank. MPS debole inchiesta Mediobanca OPA. PMI manifatturiero 50,6 novembre sostiene crescita estera.

Prospettive e scenari alternativi

Governo ritira emendamento o referral Consulta Costituzionale su statuto Bankitalia. Alternativa: prestito oro garantito (no cessione), ma BCE probabile no. Bilancio 2026 slitta voto fiducia? UE monitora PNR fondi 200 miliardi.

Mercati nervosi: oro +0,24% sessione, Bund yield stabile. Piazza Affari bancari misti (Intesa +1,81%), domestici forti (Leonardo +4,65%). Oro Bankitalia resta “bene rifugio italiano” intoccabile.

Veto BCE rafforza indipendenza BC nazionali euro. Governo impara lezione: riserve tecniche non bancomat deficit. Focus torna fundamentals: export pharma (+34,8%), FiberCop digitalizzazione, SACE export Bari.

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