MEF decreto perequazione pensioni 2026: +1,4% ma aumenti netti 3-17 euro erosi da IRPEF

Il Ministero dell’Economia ha emanato il decreto del 19 novembre 2025 (Gazzetta Ufficiale n.277/28.11.2025) che fissa la perequazione pensioni al +1,4% dal 1° gennaio 2026, adeguamento IPCA annuo basato su variazione prezzi al consumo gennaio-dicembre 2025. Meccanismo a fasce: 100% fino 4 volte trattamento minimo INPS (~2.100€ lordi/mese), 90% tra 4-5 volte TM (~2.100-2.600€), 75% oltre 6 volte TM, senza conguaglio 2025.

Pensioni minime salgono da 616,67€ netti a 619,79€ (+3,12€/mese), TM passa a 611,85€ lordi. Assegno sociale a 545€. Su 632€ netti +9€ (641€), 800€ netti +9-11€, 1.000€ lordi +11-17€, 2.000€ lordi +16-34€ lordi ma netto +12-13% post-IRPEF (addizionali regionali/comunali erodono 20-30%). Sindacati CGIL-SPI denunciano “aumenti irrisori” sotto inflazione cumulata.

Rivalutazione modesta riflette disinflazione IPCA 1,3% ottobre (eurozona 2,1%), ma famiglie pensionate lamentano erosione fiscale: no tax area fino 8.500€ annui, oltre IRPEF 23% assorbe 1/3 incremento. Trattamento minimo 2026 +8,55€ lordi/mese, ma netto minimo +3€ non copre rincari alimentari +24,9% da 2021.

Meccanismo perequazione a fasce

Fino 4 volte TM (2.100€ lordi): +1,4% pieno, es. 1.500€ lordi +21€. Tra 4-5 volte TM: +1,26% (90%), 2.500€ +31,50€. Oltre 6 volte TM: +1,05% (75%), 3.500€ +36,75€ lordi. Fasce proteggono minime ma penalizzano medie/alte, cumulativo 2024-2026 +2,2% medio ponderato.

Irpef erode netto: pensione 800€ lordi +11,20€ ma post-tasse +9€; 2.000€ lordi +28€ lordi ma netto +16-20€. Addizionali IRPEF regionali (1,23-3,33%) e comunali (fino 0,9%) riducono potere acquisto. Pensioni integrative/quota B adeguate integralmente.

Nessun intervento Manovra 2026 su rivalutazioni, focus detassazione lavoro (+ aumenti contrattuali/premi). CGIL: “Distacco crescente aumento formale vs capacità spesa reale”.

Impatti su pensionati e contesto macro

3,12€ netti minime non coprono inflazione cumulata 2022-2025 (~15%), cibo +25-30% (pane/cereali/latte). Pensionati giovani (<2 anni contributi) o precoci penalizzati. Istat PIL Q3 zero, occupazione 62,7% ma disoccupazione giovani >20%, pressione consumi interni.

Contesto pensionistico: 16 milioni pensionati, spesa 300 miliardi (16% PIL), Mezzogiorno pensioni superano attivi. Rivalutazione 1,4% allinea inflazione bassa ma sindacati chiedono 100% IPCA tutte fasce. No tax area stabile, rivalutazione assegno sociale +1,4%.

BCE Makhlouf cautela tagli tassi, Fed 10 dicembre cut atteso. Spread 75 punti regge, aste Tesoro dicembre funding deficit 4,4%. Bancario misto: Fitch Cassa Centrale BBB, MPS inchiesta Mediobanca, Finint merger private bank.

Prospettive e rivendicazioni sindacali

CGIL-SPI: “Aumenti vergognosi, +3€ minime vs inflazione 17% quinquennio”. Proteste per perequazione integrale, abolizione scalatura Fornero, 14esima rinforzata. Governo Meloni esclude spending review pensioni, focus Irpef 2026 e rottamazione Quinquies.

Pensioni medie (1.591€ netti) +20-25€ lordi ma netto +14-16€ annui post-fiscali. Rivalutazione modesta prolunga erosione potere acquisto vs alimentari cari. Prossimo decreto 2027 basato IPCA 2026, outlook inflazione 1,5-2%.

Contesto Istat stagnazione: produzione +2,8% settembre ma trimestre -0,5%, retail -0,5%. Esportazioni +2,6% sostengono, import Cina pesa. Pensionati navigano incertezza con incrementi simbolici.

Manovra 2026 alza contanti 10.000€, tassa fissa 500€ >5.000€. Pensioni civili Forze Armate adeguate parallelamente. MEF conferma importi Gazzetta, pagamenti gennaio 2026 con arretrati dicembre.

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